User experience


A cosa si riferisce questa ennesima espressione anglofona di sicura importazione? A un’attività precisa, creativa quanto logica: pensare prima di fare. Perché troppo spesso i prodotti della comunicazione, in particolare i siti web e le applicazioni mobili, mancano di ogni studio preliminare accurato, troppo spesso lasciato nelle mani del cliente che di tempo non ne ha mai, una lacuna che poi fa naufragare ogni meraviglioso sviluppo tecnologico. Peraltro l’odierno orizzonte SEO premia tutti quei siti che riescono a risultare interessanti per i loro navigatori, e quindi a trattenerli fra una pagina e l’altra.

In pratica, ad esempio nel caso di un sito web, si tratta di concettualizzare i percorsi logici di navigazione, realizzare flowchart e diagrammi di fruizione. Per chi? Proprio per l’utente che vi accede, la cui esperienza deve essere centrale, realmente human centered: riesce a trovare i contenuti che cercava e quindi rimane a informarsi. Questo aumenta esponenzialmente il tasso percentuale di conversione: un utente informato comprende la tua attività, quindi desidera contattarti per approfondire.

Infine, anche se soprattutto, l’esperienza utente è emozionale: l’approccio a molte categorie di prodotti, se fondato sulla bellezza e sui valori estetici, ne vede aumentare il tasso di ricordo degli stessi, quindi del tuo brand. Si può gestire in maniera logica questo accesso emozionale alla tua azienda? Un compito non facile, eppure non impossibile.